La risposta che ti viene è sempre la stessa: certo che si
poteva, ma nessuno lo ha fatto. Semplicemente perché nessuno ha mai pensato che una
cosa del genere potesse accadere.
Per esempio oggi ci si potrebbe chiedere come mai all’entrata
del porto di Genova ci fosse una torre di controllo completamente indifesa, a
pochi metri di distanza dal molo, esposta all'evidente minaccia di essere colpita
da una nave in avaria e di cadere sui palazzi circostanti.Io stesso sono passato tante volte nel porto di Genova, a bordo di traghetti più o meno sgangherati in arrivo dalla Sardegna. Quella torre così vicina alla nave mi è capitato di notarla. La sua testa di vetro conferiva al porto un che di moderno, faceva quasi da contraltare tecnologico alla Lanterna, che guarda caso gli antichi genovesi avevano costruito lontano dal mare. Forse maligno, ma secondo me quella torre in quel punto ci stava più per essere notata dalle navi di passaggio che per ragioni pratiche.
Nell’epoca dei radar, quel palo di quaranta metri messo lì non aveva alcun senso. E probabilmente gli sfortunati portuali che ci lavoravano sopra se ne erano accorti.
Lo so, lo so. Questo è ciò che si chiama il Senno di Poi. Quella
saggezza inutile che di solito le persone un po’ saccenti tirano fuori quando ormai
è troppo tardi.
A volte però, forse il Senno di Poi dovrebbe
essere preso un po’ più sul serio. Soprattutto da noi italiani.
In primo luogo
perché ci consentirebbe di attribuire con chiarezza le responsabilità di eventi
così disastrosi. E dio sa quanto ne avremmo bisogno. In secondo luogo, perché il Senno di Poi può diventare un alleato
per prevenire tragedie uguali o peggiori di questa.
Insomma se applicato correttamente il Senno di Poi può diventare il Senno di Prima.
E magari salvare tante vite umane.
